Guardo dentro di me.
Lo vedo bene! E’ lì quell’abisso di cui tanto si parla
che di scrittori e poeti dannati, mosse la mano.

Vedo una gabbia.
Da essa risuonano parole
d’una indefinibile insania.

Parole di tenebra e verità.
Quella stessa che ghermisce l’uomo e la ragione
costringendolo a maledire se stesso.

“anche io sono vivo!” mi sussurra.
“Dietro ogni angolo della tua coscienza io dimoro,
ed è là … il mio regno.”