La fresca aria della notte. Splendida!
Un profondo respiro dal naso, ed un gemito dell’anima che subito dopo sussurra all’orecchio, “è il momento perfetto”. Rappresenta quel profondo respiro che rinnova le forze e rinfranca lo spirito da ogni pressione subita durante il giorno.

Questo mi succede quando, passo dopo passo, percorro la strada che mi separa dal portone di casa mia, dopo una serata passata con gli amici. Sono davanti alla soglia ma non entro mai subito: quasi d’istinto ormai, alzo lo sguardo al cielo, respiro a pieni polmoni e la mente fa il resto. Altre volte invece, quando mi trovo già a casa, salgo sul tetto, quello proprio sopra camera mia. Lettore Mp3, musica, il sereno profumo delle tenebre e le stelle a darmi il loro tacito ma eloquente consiglio …  nient’altro … nessun’altro.

Nonostante il resto della giornata sia andato a rotoli, quando mi ritrovo di fronte a quella tranquillità, si apre davanti a me un varco di pensieri e fantasia che definire dirompente è a dir poco eufemistico. Una sensazione che, se potessi inscatolare e rinchiudere ogni volta che mi capita sarebbe una droga che regalerei a tutti.
Si tratta di un’onda perfetta che travolge i pensieri, sopprime le parole in gola e lascia ogni cosa a riposo. Qualsiasi cosa mi sia accaduto durante l’arco delle ventiquattro ore, perde la sua importanza.
Avverto quella sensazione di smarrimento, dove sembra che passato e presente perdano il loro valore o ne acquistino uno differente per entrambi, come per voler accontentare tutti e non lasciare indietro nessuno. Ovviamente si tratta solo di una sensazione.

Nonostante tutti i cliché, il tempo non si ferma affatto, al contrario. Secondo dopo secondo, me ne sto lì a naso in su, a guardare quel manto stellato che sembra volerti dire: Hei! Tranquillo … è tutto ok.
Ogni merdata che sei costretto a sopportare sul lavoro, ricade dritta nel baratro da dove è venuta.

Come posso essere più chiaro?

È come prendere una pausa dal mondo intero, ecco! Ti senti sereno e hai la sensazione che nessuno mai ti possa trovare, perché è impossibile che quel momento possa essere davvero interrotto.
Sembra di essere protagonisti di una storia semplice … leggera, che non ha un inizio preciso … e tanto meno una fine prestabilita e so che è giusto così perché alla fin fine non è obbligatorio definire certe cose: bisogna semplicemente prestare loro la giusta attenzione.
È un’illusione, è vero. Ma in fondo, le illusioni non sono meravigliose e incantevoli proprio perché ci fanno sentire bene e tenere duro anche se solo per un istante in più? Sto forse confondendo le illusioni con le speranze? Oppure i veri illusi sono proprio quelli convinti del contrario?
Che siano la stessa cosa, dopotutto, non è un male. Sono come l’araba fenice: possono morire facilmente, è vero, ma rinascono con altrettanta facilità.

Così, mi lascio andare. Mi tuffo a capofitto tra le braccia di tutto ciò che mi circonda e mando ogni cosa a fare in culo, con la serenità di chi ha capito quello che doveva capire dalla vita … anche se in realtà non è così.
Poi mi ritrovo a farmi domande del tipo: perché mi sembra così bello essere solo? Ma non è difficile capire che non si tratta di solitudine ma semplice desiderio di quella sana tranquillità, che in altri momenti non ti è concessa.
Vuoi godere di attimi come questo che, si sa, nella vita, non solo sono pochi ma vale la pena vivere ed assaporare come un raro liquore. A ricordartelo sono proprio quelle stelle lassù, in alto.
Quanta pace le circonda. Vorresti essere uno di loro. Guardare tutto il mondo con naturale indifferenza e vivere senza preoccupazioni, subendo solo ed unicamente il normale ciclo dell’esistenza, qualunque esso sia.

Poi si fa sentire quel lieve alito di vento ed è come una carezza, che dolcemente mi fa dimenticare di vivere le banalità di questo inutile mondo.
Il cielo è limpido e mi domando perché non piove, giusto per sentire il profumo dell’aria subito dopo. Quel profumo leggermente aspro – giusto un accenno – ma soffice, che s’avverte qualche attimo prima che comincino a cadere le prime gocce; ognuna di esse, ti danno l’impressione d’essere un tenero bacio … solo per te. In quel momento ti senti un privilegiato, un principe eletto dalla stessa Madre Terra.

Le domande fuggono via. Resta solo il piacere di essere vivi e di non avere preoccupazioni, anche se per pochi istanti.
Tutti dovremmo sapere che vivere è una delle cose più belle a questo mondo, ma siamo così presi dalle nostre idiozie, che ci sentiamo stringere da quella che alcuni si ostinano a chiamare vita ma che in effetti sarebbe più onesto chiamare quotidianità, abitudine … routine.
In vero non è che un turbine di abitudini che soffoca l’iniziativa e assopisce la curiosità che sta alla base dello spirito umano. Una morsa passiva che rende l’anima al pari di un parassita affetto egli stesso da un innaturale male di vivere.

Immagina di aver ricevuto un regalo per il tuo compleanno o per qualsiasi ricorrenza ritieni più cara. Il regalo in questione è speciale e tu lo sai benissimo: si tratta di una regalo magnifico! Ma tu che cosa fai? Lo lasci lì dov’è.
Rimane lì, riposto per anni senza essere preso in considerazione, addirittura, se non come ripiano o “prendi polvere”. Niente di più, niente di meno.
Ecco cosa intendo dire. La verità è che ignoriamo la nostra natura ed in fine soffochiamo coloro che ci stanno attorno, perché in fondo ci rendiamo conto che è con la puerilità che conviviamo ogni stramaledetto giorno.
In pratica ci dimentichiamo di noi stessi ed è forse questo il vero significato che voleva esprimere chi ha detto che, “nello stesso momento in cui nasciamo iniziamo a morire”.

Se riusciremo un giorno a ricordarci che esistiamo anche noi e ancor prima le persone che amiamo, forse, e dico forse, riusciremmo ad intravedere il vero segreto dell’immortalità.