Ancora ti penso, sai? Non passa giorno che almeno un pensiero non si rivolga a te: a quando di tanto in tanto t’incontro o a quando parlavamo ancora.

Ripenso a te e a quanto eravamo uniti e realizzo solo adesso che in questa inutile partita non c’è nessun vincitore. È strano se ci rifletti per un attimo. È strano di come bisogna perdere qualcosa per guadagnare un’altra per poi magari riottenere quello che avevi prima. Il destino, il karma, il fato o come lo si voglia chiamare, ha davvero un strano senso dell’umorismo. Come uno strano sistema immunitario che di tanto in tanto mette le mani in un motore bizzarro riguardo al quale tutti credono non ci si debba assolutamente occupare, per lasciare ad altri il compito di vivere la propria vita e quella degli altri.

Io lo chiamo “destino” spesso e volentieri, e mi accorgo altrettante volte, che chiunque sia questo scrittore sociopatico che mette penna sulle pagine della vita di ognuno, deve essere sicuramente annoiato tanto da trovare continuamente modi differenti per impartire lezioni ad ognuno di noi.

Chissà quando verrà il nostro momento per concludere così da apprendere il verdetto finale dopo l’epilogo.

Viale dell'inverno