Correva l’anno 1999 e questo tizio, il qui presente Abisso dei Pensieri, aveva l’ardire di continuare a scribacchiare improvvisandosi poeta dall’età di 14 anni a fasi alterne. Fatto sta che, a 16 anni venne fuori questo lavorucolo. Molti di quelli che lo lessero tempo fa, compresi i miei adorati fratellini maggiori, asserivano che non fosse farina del mio sacco. Poco male. Poteva non essere qualitativamente eccelso, e di questo ne sono conoscio (non mi chiamo nè Montale nè tanto meno D’annunzio quindi…), tuttavia sentivo che qualcosa era cambiato: si era innescato una sorta di mutamento nel mio modo di scrivere e quella “mutazione letteraria” si verificò per la prima volta con il componimento di cui sotto.

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Solo. In una notte di luglio

Eppure mi chiedo, perché io?
Cos’ha spinto il signore a farmi vivere questa vita?

Quando mi siedo la notte
levo lo sguardo e vedo le stelle:
migliaia, lontane.
Ti fanno capire molte cose.
Il loro scintillio, le loro straordinarie cadute.

Pensare.
Un atto dell’uomo che si trova alla base d’ogni azione
d’ogni evento, seppur insignificante.

Sedersi, sentire ogni piccolo rumore.
Il vento che sfiora le mura delle case.
Un tuono il lontananza che preannuncia la dolce pioggia estiva.
Gli ignoti scricchiolii, dei quali s’ignora l’origine
ed il gocciolio di un rubinetto chiuso male.

Ciò che più si distingue
È il movimento delle onde del mare,
che nonostante la notevole distanza
ci fa dono del suo placido sciabbordio contro gli scogli,
accompagnato dal fischio di un treno in lontananza
e dall’innocente pianto d’un bambino insonne.

A volte sembra che l’uomo sia nato soltanto per porsi dubbi e domande.
Cosa ci spinge ad amare?
Cosa ci spinge ad odiare?
Queste potrebbero essere definite fredde reazioni psicofisiche.
Ma la vera domanda, quella che prima o poi tutti ci poniamo,
qual è?
Qual è il senso?
Qual è il significato?
Qual è il motivo?
Qual è il suo fine?
Perché dio ha scelto noi?
Perché ci ha dato l’immeritato dono di giudicare,
di creare,
di decidere,
di vivere?

Noi lo ricambiamo con lo sfreggiante gesto dell’odio,
del tradimento,
della bestemmia!

A volte penso e mi domando:
cosa spinge dio a lasciarci in vita?

17/ 7/ 1999