Vedi la flebile fiamma della candela?
Contemplala bene fino in fondo.

Possa tu scorgere in essa ogni ragione
e tendere la mano affinché ogni parte delle tue membra si consumi.
Cerca ogni odio e curalo fino a farlo divenire vendetta.

Noi non siamo degli esseri umani
bensì schiavi della condizione stessa
e vittime della nostra genialità
d’un intelletto critico e vittimistico
che cinge la mente in parametri di imperfezione
colpevolizzando, martoriando l’animo stesso
verso altri parametri di perfezione sempre più lontani
o che si son raggiunti ma che ben si celano.

Siamo vittime tristi e crudeli.

Noi siamo vermi che strisciano in fila indiana
e cercano di compiacere l’effimero
che gioioso e sorridente, guida ogni nostro passo.

Ben presto impariamo a non compiacere noi stessi.
Impariamo a tenere mano, quando soffriamo
e a fingere la delusione quando troviamo
il sogno che tanto s’agogna da tutta una vita.

Quando si vive nella tristezza
si è sempre vigili nel trovare e catturare ogni lampo di felicità
al fine di poterlo torturare con la cinica logica di una realtà
che di concreto ha solo la verità taciuta dei cinque sensi.

Che empia menzogna è mai questa?
Che lurida realtà è mai questa?
Esiste davvero una simile civiltà che di gioia ne fa tristezza?