Tornando a casa alle due del mattino, metto un piede dinanzi all’altro cercando di sentire ogni minimo passo come fosse un punto in avanti nella mia vita. Quella discoteca rimbomba ancora alle mie spalle e solo dopo mi accorgo di essere solo: un’intera città che dorme e soltanto io a percorrere quelle strade che di giorno sono affollate e rumorose.

Ancora passo dopo passo e le stelle di un cielo limpido si stagliano sulla mia testa. Non brillano come ad illuminare il cammino di un uomo che ancora non ha ben capito chi è e cosa vuole, anzi, dormono anch’esse e con il loro scintillio timido, si rimettono alla notte seguente.
Ci sono solo io nella notte in questa piccola cittadina. Non sono veramente solo ma è come se lo fossi. Un uomo invisibile che cammina per la strada osservando fugacemente il tizio al telefono che litiga con la propria ragazza, perché non ha idea di quale errore abbia commesso, oppure il solitario in macchina, che percorre chilometri da solo con lo stereo a palla, solo per farsi notare e sentirsi meno solo. Poi, voltando lo sguardo, vedo lui, il Castello! Da che ho memoria, è sempre stato li, simbolo dei fasti d’un tempo, illuminato da un faro dalla luce giallastra e la strada ancora più vuota dinanzi a me.

Sento questa città e lei sente me. Siamo la stessa cosa e sappiamo entrambi d’appartenerci a vicenda. Sento ogni suo battito, non uno vero e proprio ma un qualcosa che si esprime diversamente alla percezione di chi sta ascoltando veramente, come un’auto solitaria che passa veloce quasi a non volersi far vedere da me, oppure una sveglia regolata male che suona all’ora sbagliata e nessuno li a spegnerla. Sento il vento che sussurra dai vicoli solitari e l’odore di piscio, acre e stantio, che s’impone dai tombini semi aperti.
Ogni cosa sembra volermi parlare e augurarmi la mia buonanotte, oppure bacchettarmi perché sto facendo tardi, non lo so ma è rassicurante sapere che qualcosa c’è e si fa sentire anche nella notte più profonda.

Ci sono solo io in questa città oscura, alle due del mattino, io sono il suo cuore che batte e il suo sangue che scorre nelle vene. Io sono lei e lei è me … un tutt’uno mal coeso.