E rieccomi ancora una volta. Lo so che è passato parecchio dall’ultima recensione e ammetto che questa mancanza è dovuta sia al poco tempo a disposizione che alla prigrizia (più la seconda XD). Comunque sia non tergiversiamo e andiamo subito a rivelare la serie tv di cui parlaremo oggi!
Person of Interest.

La serie è del 2011 ma è arrivata in italia solo nel 2012 (in ritardo come al solito -__-‘). I protagonisti sono John Reese, alias Jim Caviezel (Montecristo, La passione di Cristo, Frequency, Un sogno per Domani) e Michael Emerson (Saw l’enigmista, Lost) nel ruolo dell’occulto e paranoico multi miliardario Harold Finch. Prima di easprimere qual sivolgia giudizio, diamo uno sguardo più che veloce alla trama:

John Reese è un ex agente della CIA. In seguito ad un misterioso incidente nel quale lo si crede morto, sta vivendo come un clochard a New York. Reese viene allora avvicinato da Harold Finch, un miliardario, solitario ed eccentrico, nonché esperto ingegnere informatico, che vive sotto falsa identità. Finch gli spiega che, dopo gli attentati dell’11 settembre, ha costruito una “Macchina” per il Governo, la quale utilizza una mole enorme di informazioni, raccolte con un sistema di sorveglianza onnipresente e costantemente in funzione (telecamere, microfoni, web, controllo delle telefonate). La Macchina venne ideata per predire futuri attacchi terroristici, tuttavia Finch scoprì che essa, filtrando tutte le informazioni che ogni giorno raccoglieva, poteva predire i “reati comuni” (furti, rapine, omicidi). Dal momento che al Governo non interessavano questi risultati, definiti “irrilevanti”, la Macchina venne programmata per cancellare la lista di crimini che non fossero di interesse nazionale. Finch decise però di procurarsi un “accesso” alla lista degli “irrilevanti” e quindi di agire segretamente per prevenire quei reati, assumendo qualcuno con le capacità necessarie per intervenire, ossia, John Reese.
A quest’ultimo viene affidato il ruolo, viste le sue competenze spionistiche e militari, frutto del suo lavoro alla CIA, di sorvegliare le persone indicate dalla Macchina e intervenire in caso di bisogno. Attraverso uno speciale meccanismo che Finch aveva inserito nel sistema, i due ricevono il numero di previdenza sociale di chi sarà coinvolto in un crimine imminente.

Quello che avete letto non è farina del mio sacco, bensì di Wikipedia (con qualche piccola correzione, s’intende). Detto in termini molto semplicistici, la serie è una sorta di masch-up, ben coeso oserei dire, tra Batman, Burn Notice e Nemico Pubblico (eccellente film di Tony Scott del 1998 con Will Smith e Gene Hackman). In sostanza si tratta di una mistura orwelliana costruita in modo magistrale. Vi dico solo che ho finito di vedere la serie in meno di una settimana: arrivavo a “macinare” qualcosa come quattro/cinque puntate al giorno, per quanto ero preso.
Inizialmente si ha l’impressione che le puntate siano sistematicamente tutte uguali, ovvero: ricevono il numero di previdenza sociale, pedinamento o sorveglianza, indagine e in fine si sventa il crimine. Man mano che si va avanti però, si presente quasi in sordina, non una ma ben due o tre sottotrame che fanno da guida unica a tutta la prima stagione per poi sfociare nella seconda.  Si viaggia nel background dei personaggi principali sui quali ci sono parecchie domande alle quali rispondere e ad alcune viene dato compimento mentre per altre si temporeggia (senza esagerare, com’è giusto che sia).
Ora, dato che stiamo parlando di una produzione del caro J.J. Abrams sovviene il timore che si vada a finire come in Lost, dove i Flashback occupavano gran parte della puntata e incasinavano la linea narrativa costringendo lo spettatore a rivolgersi ad un buon terapista. Fortunatamente non è così perché la produzione di Abrams viene subito sorretta da eventuali capitomboli narrativi da altre “persone”. Ci si rende conto di ciò, quando si vedono i colori grigio-chiari della serie, che marcano la firma della produzione e della regia, affidata ad un certo Jonathan Nolan, fratello dell’ormai più conosciuto Christopher. Insomma, a tirare le fila della suddetta serie, ci sta bella gente, e si vede, ve lo posso assicurare.

Quindi, senza girarci troppo attorno, la serie merita davvero per quanto mi riguarda. È scorrevole, non affatica lo spettatore ed ha la sua buona dose di poliziesco, intrigo spionistico, azione alla Jason Bourne (ma non troppo) e concetti su cui riflettere come quelli che si incontrano guardando determinati film come il precitato Nemico Pubblico. In conclusione, questo telefilm è da vedere assolutamente!