Sento un sax che suona nella notte.
Le sue note sono tristi e parlano di me.

Apro gli occhi e vedo la pioggia battere sul vetro,
mentre fuori il sole smette di parlare al cielo.

La pioggia continua a tamburellare nel buio
e io mi chiedo come si possa pretendere di sorridere.

Cielo, sabbia  e lacrime!
Chi è che geme nell’oscurità della propria stanza?

L’alba sta per sorgere
e quel sax malinconico continua a mietere sorrisi.

L’alba è quasi giunta e le note non si odono più.
Forse il silenzio ha avuto la meglio e le ha inghiottite.

Ora che il sole è sorto
Il suono di quel sax mi manca, proprio come un fratello lontano.