Scrivo una vecchia poesia,
già vecchia e di parole intrisa.

La penna parla per me
E il fiato si spezza in gola
nel tentativo di comprendere il “cosa” e il “Chi”.

Cerco la musica che muove l’universo
quelle note profane
depositarie di purezza, verità e insania.

Scrivo una poesia che è già vecchia
mentre le parole nascono pian piano
e senza che ci sia il bisogno di guardare il foglio bianco.

Un foglio che era libero da vane banalità.
Una cenciosa costrizione la sua
imbrigliato in un giogo di inutile filosofia.

Ho scritto una vecchia poesia.
La rileggerò pensando a chi ero prima di scriverla.