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Cos’è che succede quando ci si trova davanti ad un foglio bianco, proprio come questo? I tempi sono cambiati e al posto della penna c’è una fredda testiera. Qualcuno potrebbe dire che si perde l’anima dello scrittore, altri invece che non c’è la stessa sensazione di chi incide lettera per lettera le parole che vengono dritte dall’anima e dettate dal cuore. Bella questa.

Forse è vero, forse no, al contrario penso che le parole vengono si dall’anima, ma che il mezzo con il quale si “incide” il proprio pensiero sul foglio non snaturi affatto l’opera di chi sta creando o dicendo qualcosa di vero. Non mi riferisco alla concretezza del tangibile o alle fredde logiche matematiche, ma alla proverbiale Vera Verità, quella che per essere pronunziata, abbisogna di una sola parola o addirittura di una semplice espressione in volto … come può essere un sorriso.

L’anima, per chi ce l’ha ancora, è una sola, e viene non dal cuore, come suggerisce una banale filosofia, bensì dall’esperienza e dalla capacità di digerire il passato, per quanto duro possa essere. Noi siamo predisposti per nostra natura a capire chi siamo e cosa siamo in grado di fare. Ci occorre la giusta motivazione, una scintilla emozionale tanto forte da essere propellente per la coscienza, facendola bruciare fino al limite tanto da farci urlare il nostro nome, perché troppo spesso dimentichiamo chi siamo davvero.

Non tutti sanno che l’anima, quella vera, è più vasta di mille universi, mentre uno solo di essi può essere racchiuso sulla punta di una penna. Resta solo da capire se quella penna è nostra oppure lasciare che qualcun altro scriva al posto nostro.